le sue grandi potenzialità e avevano garantito un efficiente copertura, confermando un accesso a internet ad una velocità superiore alle reti 3G, l'entusiasmo e il fermento in rete non si sono placati, anche grazie alla scesa in campo di Facebook con i suoi droni solari che puntano sull'Africa. La partita sembra dunque ormai essere iniziata e i concorrenti appaiono più agguerriti che mai a contendersi i cieli del pianeta.
Un' altra guerra però potrebbe compromettere gli esiti di questa sfida tecnologica e far naufragare gli ambiziosi progetti dei giganti informatici americani, una guerra con cui nessuno sembra avere fatto i conti, combattuta da un fronte immenso e colorato da migliaia di bandiere, regolata da instabili rapporti bilaterali , in bilico sui precari equilibri della politica internazionale : la guerra dei cieli.
La domanda che ci si inizia a porre sembra quindi ora andare aldilà della fondatezza scientifica del progetto. Quali e quanti saranno i paesi che accetteranno di far volare sulle proprie teste le gigantesche mongolfiere del colosso americano?
Gli ormai famosi palloni sonda decollano ogni settimana senza difficoltà raggiungendo altitudini doppie rispetto alle rotte degli aerei commerciali, ma per ora occupano lo spazio aereo di un solo paese. Google sostiene che le mongolfiere di Loon "possano essere pilotate aumentando o diminuendo la loro altitudine e sfruttando i venti" ma sembra impossibile che per raggiungere remote latitudini tropicali e non, i palloni sonda potranno fare a meno dei permessi di sorvolo di paesi non disposti a concederli.
Sono molti i tentativi di compiere il giro del mondo a bordo di una mongolfiera che dagli anni '90 hanno incontrato non poche difficoltà a "prendere quota", fino a cadere spesso nel nulla a causa delle tensioni diplomatiche che fomentavano. Quando qualcuno riusciva a decollare la circumnavigazione del globo avveniva perlopiù sul mare evitando così di entrare da ospiti sgraditi in spazi aerei ostili.
La prossima fase di sperimentazione prevede un volo a una latitudine di 40° gradi a sud su una rotta dalla Nuova Zelanda verso Argentina e Cile meridionale . Per raggiungere i due terzi della popolazione mondiale che non hanno ancora accesso a internet sembra inevitabile dunque che i palloni Loon finiscano per attraversare lo spazio aereo di paesi che non hanno intenzione di concedere il passaggio dell'ultimo ritrovato della tecnologia web statunitense.
Considerato le enormi possibilità che questi progetti potrebbero avere nella gestione dei disastri naturali, consentendo una comunicazione immediata in luoghi isolati e colpiti da catastrofi, molti sperano che i palloni informatici possano diventare strumento di revisione delle politiche sullo spazio aereo. Altri scuotono la testa scettici davanti a un cielo che sembra più burrascoso e incerto che mai, tra controlli all'imbarco sempre più fantasiosi, droni che uccidono e aerei che spariscono nel nulla. Molti semplicemente strumentalizzano, tra inneggiamenti ai portatori del freeweb e stanche retoriche antioccidentali .. Non ci resta che alzare lo sguardo al cielo, e vedere cosa riusciremo a scorgere..
Prosegue il progetto Loon per portare internet nelle zone più remote del mondo attraverso l'utilizzo di mongolfiere ad alta quota . Dopo i primi test di volo in Nuova Zelanda che avevano rivelato