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Lunedì, 01 Settembre 2014 09:28

ROBOBRAIN: il motore di ricerca per Robot

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1410028132 Bender Shiny MetalSecondo una stima dello scorso Luglio, internet contiene 3.32 miliardi di pagine indicizzate  e tra le tante foto postate e commenti dalla vita breve, si possono ancora trovare su internet una grande quantità di informazioni utili per imparare a fare praticamente tutto.


L'Università Americana Cornell in collaborazione con le università di Stanford , Berkeley e Brown University hanno portato avanti ora un'idea innovativa che permette anche ai robot di accedere a questo nostro immenso bagaglio di conoscenze.

Robo Brain, questo il nome dell'ambizioso progetto, che sul suo nuovo sito di riferimento presenta ora anche l'eloquente simbolo di un cervello stilizzato di forma quadrata che ricorda quello di un'automa. Saranno dunque i robot di ultima generazione, in grado di acquisire nozioni, i più seguiti studenti del futuro perchè imparino da noi e dalle nostre capacità. Come chiaramente spiegato sulla sua pagine web, Robo Brain apprenderà concetti attraverso l'osservazione e l'interazione degli esseri umani con l'aiuto della ricerca su Internet. Il robot rielaborerà il linguaggio naturale umano, i video e le immagini interpretandoli grazie ai suoi sensori in una rete logica costituita da punti collegati fra loro da linee in una composizione a grappolo, secondo una struttura non deterministica nota ai matematici come modello di Markovmodello di Markov.

Ashutosh Saxena coordinatore della ricerca, ha affermato di aver optato per una conoscenza globale del mondo umano da impartire ai cervelli meccanici robotizzati, proprio partendo dalle cose più semplici e che diamo per scontato: trovare un mazzo di chiavi, servire una bevanda, sparecchiare, fino alle buone maniere, e come non interrompere una conversazione fra due persone. Robo Brain fornirà tutte le informazioni necessarie per effettuare queste azioni così abituali per noi che richiedono allo stesso tempo importanti informazioni e una complessa coordinazione di azioni: davanti a una tazza si imparerà a riconoscere il tipo di contenitore classificandolo come adatto a essere riempito, distinguendo il concetto di dentro/fuori, e pieno/vuoto, capirà l'utilizzo del manico e la possibilità di afferrarlo con l'arto, e anche il trasporto più adatto dell'oggetto  mantenendo l'apertura verso l'alto per evitare la fuoriuscita del liquido.

Nel momento in cui la situazione risulterà estranea o poco familiare, il robot si potrà rivolgere a Robo Brain per apprendere come districarvisi e agire adeguatamente. Sono in molti ormai tra addetti a lavori e appassionati di fantascienza a pensare che in un futuro molto prossimo la nostra vita sarà accompagnata dalla presenza più o meno indispendabile di almeno un robot, non solo sul posto di lavoro, ma anche all'interno del nostro ambito familiare: il progetto Robo Brain permetterà ai nostri nuovi collaboratori e coinquilini di riuscire con le nostre conoscenze a relazionarsi e vivere insieme a noi.

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