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Martedì, 02 Settembre 2014 09:32

Sulle ali dei Droni postini

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1410028763 google 128Google vola alto quanto Amazon. Dolci, cibo per cani, vaccini per il bestiame, acqua, apparecchi radiofonici e altro ancora.

Questa la consegna per due agricoltori australiani del Queensland, che per la prima volta si sono visti recapitare il materiale ordinato direttamente dalle ali di un drone made by Google. Lo stesso aeroplanino dall'aria curiosa a cui eravamo abituati a pensare parlando di guerre statunitensi, o meglio, operazioni di democratizzazione globale come amano chiamarle i poliziotti del mondo per antonomasia. Meglio allora "aeromobile a pilotaggio remoto", ormai vendibile su internet con prezzi dai 35 ai 400 euro: prezzi tutto sommato modici per quello che sembra già il nuovo e fedele animale domestico del futuro, in grado di riportarti la pallina, o qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno, percorrendo in linea d'aria il percorso più breve. Ormai definitivamente dissociato dalla truce immagine di cecchino telecomandato, nonostante il suo utilizzo sia ancora pressochè unicamente militare, anche stavolta il drone ha dovuto infrangere leggi e convenzioni per iniziare la sua nuova carriera di corriere più veloce del vento.

Infatti come miope sicario di obiettivi sensibili scelti dall'Amministrazione USA, il piccolo natural born killer continua tuttora ad infrangere leggi di politica internazionale condivise che non contemplano l'omicidio impunito tra due stati tra i quali non è in corso un conflitto armato, e anche come postino celeste sembra aver già la fama di fuorilegge dell'aria.  

La conquista dei cieli, con le immense possibilità apertesi con l'utilizzo di droni, prima da Amazon, ora da Google, arriva infatti nonostante il divieto pressochè totale dell'utilizzo di droni commerciali negli Stati Uniti. La Federal Administration Aviation sta già approntando modifiche alla normativa vigente, ma finora ha autorizzato un solo volo commerciale di drone sulla terra, quello di Bp in Alaska.

Intanto Google rimane comunque soddisfatto dei risultati: dopo 3 anni di ricerche, il suo "Project Wing" ha mandato un chiaro messaggio di sfida ad Amazon, dimostrando di poter tener testa al numero uno delle consegne. Ambiziose dichiarazioni d'intenti e ottimismo d'obbligo sono seguiti al volo di debutto: un approccio completamente nuovo per il trasporto delle merci, più economico, rapido e in linea con l'attuale green-economy dilagante sembra già imporsi sul mondo dei trasporti del futuro dopo solo un volo.

Ancora lontane capillarità e velocità delle plurime consegne quotidiane a cui siamo abituati, ma già da ora si intravedono le potenzalità dell'uso di questi apparecchi, che senza subbio avranno comunque il merito di rendere più raggiungibili le zone più remote del pianeta

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